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Storia

L'associazione "Le Querce di Mamre O.N.L.U.S." nasce dal bisogno che don Pietro Cesena incontra, nella sua attività pastorale, di fronte al problema dell'accoglienza della vita.

1.  DARE RISPOSTE CONCRETE AI BISOGNI REALI
L’associazione Le Querce di Mamre Onlus nasce dal bisogno che don Pietro Cesena incontra, nella sua attività pastorale, di fronte al problema dell’accoglienza della vita.
Appena giunto a Borgotrebbia come parroco nel 2002, in diverse occasioni si rende conto che a Piacenza manca un punto di riferimento che dia risposte concrete alle ragazze che si trovano di fronte al dramma dell’aborto. La legge 194 “a tutela della maternità…” prevede l’intervento statale solamente affinchè la donna possa abortire gratuitamente e liberamente…
Al di là dei buoni consigli, cosa si può proporre ad una ragazza sola, in difficoltà economica, senza il supporto familiare, affinchè possa decidere con più serenità, di tenere il bambino?
Un giudice che interpella la parrocchia per chiedere se a Piacenza potevamo fare qualcosa per aiutare una minorenne a scegliere di tenere il bambino, ci fa rendere conto del vuoto attorno a noi. Cominciamo a riflettere con alcune persone: cosa si può fare?
L’incontro decisivo è con una ragazza madre di Perugia, aiutata a riallacciare i rapporti con la propria famiglia di origine che aveva inizialmente rifiutato la sua gravidanza. La nascita di una bellissima bambina ci fa capire che è possibile fare qualcosa davvero in sostegno alla maternità.

2.  PARTENDO DALLE PROPRIE POSSIBILITA’
La piccola realtà di Borgotrebbia non poteva dare vita ad una casa famiglia, ma potevamo fare qualcosa di diverso. C’era a Camposanto Vecchio una chiesetta malfamata con attorno alcuni fabbricati fatiscenti. Si voleva ridare dignità alla chiesa, ma non era possibile costruire una cattedrale nel deserto… Perché non riscattare i fabbricati (solo la chiesa era di proprietà della parrocchia) e fare dei piccoli appartamenti da dare a ragazze madri, sostenendole nel periodo difficilissimo del parto e dello svezzamento dei bambini?
Per fare questa operazione era necessario avere una personalità giuridica che ci permettesse di avere fondi sufficienti a costituire e mantenere l’opera. Con l’aiuto di professionisti piacentini che hanno dato gratuitamente la loro disponibilità abbiamo costituito l’Associazione e, superate le innumerevoli difficoltà burocratiche (riconoscimento della Onlus da parte della Regione, acquisto dei fabbricati, autorizzazioni varie: Diocesi, Comune, Sovrintendenza, ecc) abbiamo iniziato i lavori. Dopo che la chiesetta è stata riaperta al culto, il 19 giugno 2006 la Onlus ha iniziato ufficialmente la sua attività, con il reperimento di fondi per allestire le opere necessarie, e successivamente, l’8 dicembre 2006, a lavori ultimati, è stata benedetta la casa.

3.  UN’OPERA CHE COINVOLGE TUTTA LA CITTA’ E RENDE GIUSTIZIA AL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’
La cosa che sorprende è che l’opera risulta possibile perché arrivano aiuti sostanziosi da persone sconosciute, da istituzioni che sembrano lontanissime dalla gente…
I ragazzi di Borgotrebbia si adoperano per le pulizie dei rifiuti accumulati, tecnici edili forniscono gratuitamente la loro consulenza, una famiglia decide di donare tutti i serramenti del fabbricato, un’altra famiglia dona l’impianto elettrico. progettazione, esecuzione e conformità…, un signore si occupa dell’imbiancatura dei locali… il Consiglio Comunale di Piacenza decide all’unanimità di investire sull’opera acquisendo una parte dei fabbricati, che diverrà in seguito una sede del Parco Fluviale del Trebbia.
Nasce in questo modo un condominio parrocchia-municipio, che darà un grande impulso all’opera di riqualificazione dell’intera area, costituendo anche uno spazio di verde pubblico presidiato a disposizione della cittadinanza, cosa in precedenza mancante in tutta la zona.
Verrà così allestita un’area attrezzata con panchine e giochi all’inizio del percorso sull’argine verso la Foce del Trebbia.
La borgata di Camposanto Vecchio, grazie a questa coraggiosa opera di riqualificazione è diventata un’area di eccellenza: sono sorti nel frattempo un agriturismo e un ristorante, sono stati costruiti parcheggi, forniti dei servizi al cittadino in una zona che ha tantissime risorse ancora da esprimere…
L’intera operazione dimostra come, nell’incontro tra cittadini e istituzioni, nel rispetto delle proprie finalità, tutti vincono, riuscendo a costituire, secondo il principio di sussidiarietà, quel bene comune di cui tutti astrattamente parlano…

4.  LE PERSONE COINVOLTE
L’associazione ha raccolto in questi anni nei due appartamenti disponibili 7 mamme. Sono nati qui 5 bambini (le altre due mamme avevano già figli, ed erano situazioni di emergenza). Una decina di volontari (mamme) aiutano le ragazze costruendo una rete di solidarietà che si estende nel quartiere, coinvolgendo una rete di ulteriori amicizie. La casa parrocchiale è luogo di ritrovo per molte di queste donne…
Nel tempo ci siamo resi conto che non bastava solo l’accoglienza e il sostegno economico, sanitario e legale, dovevamo fornire un sostegno psicologico ed educativo.
Attualmente l’associazione fornisce assistenza con l’ausilio di due psicoterapeute, seguendo una decine di mamme, anche se non residenti negli appartamenti.
Nel frattempo si garantisce aiuto economico ad altre mamme ed è attivo un centro di ascolto per donne in difficoltà, anche nel difficile percorso del post-aborto…

5.  UNO SGUARDO AL FUTURO
Se ci pensiamo la Onlus è veramente una piccola realtà, però è diventata segno di speranza per molti. Abbiamo difficoltà ad individuare altri locali da prendere in affitto e destinare all’accoglienza, certo non principalmente per problemi economici. Ci riusciremo tuttavia.
L’impegno per la vita, un’opera positiva, di costruzione, di speranza è rivolto a tutti, e supera qualsiasi ideologia o credo religioso. E’ su questo fronte che l’opera oggi è anche di promozione culturale, per diffondere una mentalità favorevole alla vita.
La sfida è molto grande, soprattutto in questo periodo di crisi economica e morale. Crediamo tuttavia che è proprio in questi casi che si vede di che stoffa è fatto l’uomo.
E siccome la Onlus è nata attorno alla Beata Vergine Maria del Suffragio, che si venera nella chiesetta di Camposanto Vecchio (prezioso monumento storico restituito alla memoria di tutti i cittadini), siamo certi che le risorse, la forza e la speranza, qui non verranno mai meno.



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