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«Sono uno strumento dell’amore di Dio»

Libertà Quotidiano di Piacenza, 27 giugno 2011, Mariangela Milani

Don Pietro Cesena ieri ha accolto così il premio “Solidarietà per la Vita Santa Maria del Monte”

«Sono uno strumento dell’amore di Dio e sento di non aver fatto niente di speciale». Ha accolto così don Pietro Cesena il premio “Solidarietà per la Vita Santa Maria del Monte”, consegnatogli ieri sera nella cornice dell’omonimo santuario mariano di Trevozzo di Nibbiano al termine di un’affollata cerimonia cui ha preso parte, tra gli altri, anche il vescovo di Piacenza monsignor Gianni Ambrosio.

Come annunciato nei giorni scorsi al 53enne sacerdote, oggi parroco dei Santi Angeli Custodi di Borgotrebbia, nonché fondatore di “Le Querce di Mamre” (un centro di accoglienza per ragazze madri in difficoltà in località Camposanto Vecchio), ieri sera è stato quindi consegnata la 21esima edizione del premio che ogni anno viene destinato a persone che si siano distinte per la loro attività di promozione della vita.
«Don Pietro – ha ricordato il prefetto Antonio Puglisi che presiede la commissione che ogni anno decide a chi assegnare il prestigioso riconoscimento sponsorizzato da un istituto di credito locale – è l’esempio di una persone dalla forte spiritualità che impersona indiscussi valori di solidarietà che ha saputo trasformare in precisi gesti concreti a favore delle persone in difficoltà». La cerimonia di consegna del premio è stata preceduta come sempre da un’affollata messa presieduta dal vescovo monsignor Ambrosio il quale ha concelebrato il rito religioso insieme a diversi parroci del comprensorio, tra cui don Luigi Occhi che fu tra i promotori del premio nonché tra i sostenitori del recupero del santuario. «Don Pietro – ha ricordato il vescovo al termine della messa – è l’esempio e il segno della mano amica di Dio in mezzo a noi». «Sono solo uno strumento dell’amore di Dio – ha detto invece il sacerdote durante la cerimonia di consegna del premio. Sento di non aver fatto niente di particolare ma anzi di avere ancora tanto da fare. Ciò che ho fatto io – ha detto ancora don Cesena – lo può fare chiunque. Dietro di me ci sono tante persone che testimoniano che la speranza è oggi ancora possibile».
Don Pietro, che tramite la struttura creata a Camposanto Vecchio ha destinato i suoi sforzi a favore soprattutto dell’accoglienza a ragazze madri, donne sole, donne in gravidanza, madri con figli in tenera età che si trovano in grave disagio economico e sociale e nuclei familiari che rischiano la disgregazione, ha ricordato anche i progetti futuri tra cui l’imminente acquisizione di una nuova casa. «Tutto questo – ha detto ancora il 53enne parroco – senza montarci la testa e al tempo stesso senza avere paura. Il premio che oggi ricevo è un segno verso tutte le persone che hanno una speranza. E’ un segno – ha proseguito il sacerdote - per dire che si può e si deve ancora fare tantissimo».
A festeggiare don Cesena c’erano ieri sera tanti amici, parenti, famiglie e mamme che tramite l’opera avviata dal sacerdote hanno ricevuto un aiuto concreto e anche tante autorità tra cui il presidente della Provincia Massimo Trespidi, il consigliere regionale Andrea Pollastri, sindaci, amministratori del territorio e rappresentanti di numerose associazioni tra cui la sezione femminile della Croce Rossa.
«Don Pietro – ha ricordato il sindaco di Nibbiano Don Alessandro Alberici – è l’esempio e un segno di speranza, una testimonianza forte di umanità e di carità». Tra i presenti anche monsignor Domenico Ponzini che ha ricordato la storia del premio e del santuario mariano che sovrasta tutta la Valtidone.

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