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Tante voci, tanti ricordi per raccontare il coraggio della maternità e della fede

Libertà Quotidiano di Piacenza, 5 settembre 2011, Chiara Cecutta

Piacenza - Un messaggio di speranza verso la vita ha chiuso ieri sera la terza edizione della "Grande Festa della Famiglia".
Prima della cena sotto i portici del Gotico che ha concluso in modo conviviale l'evento curato dal Forum delle Associazioni Familiari di Piacenza, nella chiesa di San Donnino c'è stato spazio per le testimonianze, esempi di vita e di profonda fede che hanno la forza di smuovere le coscienze e toccare profondamente gli animi.

In una chiesa piena, Miriam e il fratello Vincenzo Nembrini hanno condiviso con i presenti la sfida educativa vinta dai genitori, Benito Guerra e la moglie Luisella hanno parlato della loro esperienza imprenditoriale intrinsecamente legata ad un certo modo di intendere i legami familiari, Adele Savastano, giudice al Tribunale di Piacenza e volontaria entusiasta dell'associazione "Il dono" e Beatrice Fazi, attrice, si sono invece focalizzate sulla maternità, e sul coraggio che stimolato dalla fede, spinge le donne a superare le proprie paure.
Esperienze di vita differenti che tuttavia sono legate ad un filo comune sorretto dalla speranza e da una fede che cresce, che cambia, che diventa parte imprescindibile della vita.
Le persone al centro dell'incontro "Scoprire il gusto della vita", «vivono una quotidianità dalla quale emerge la voglia di cogliere una ragione di speranza» ha illustrato in apertura dell'appuntamento la giornalista e moderatrice Barbara Sartori. La voglia di condividere i ricordi ha riportato Miriam indietro nel tempo, quando ancora bambina e seconda di dieci figli, si ritrovava davanti ad una «madre semplice e dignitosa, che viveva le giornate con grande slancio verso il Signore e la realtà». L'esempio della madre, il modo di vivere dei genitori orientato dalla fede, dall'amore e dalla provvidenza «è passato per osmosi a noi figli».
Benito e Luisella sono ancora oggi, dopo tanti anni di matrimonio, la testimonianza di come un grande amore possa stravolgere tutto, all'improvviso, e generare un futuro comune, che ha portato «cinque figli e l'evoluzione di un'avventura imprenditoriale nata in famiglia e originata -ha detto Benito- dalle opportunità di conoscenza offerte dalla realtà».
Il personale percorso spirituale unito a quello professionale, ha invece orientato l'impegno di Adele Savastano verso il tema della nascita. Impegno che da due anni ha preso vita nella parrocchia di Borgotrebbia, «grazie all'impegno di don Cesena», e che ha portato alla nascita de "Il dono" e di cinque bambini. Nuove vite venute alla luce «quando le madri, con grande coraggio, hanno deciso di vincere un profondo sentimento di paura».
L'esperienza della maternità è stata fondamentale anche per Beatrice Fazi. "Ero persa per le strade del mondo quando incinta, ho incontrato negli occhi dei Papa-boys ciò che stavo cercando da tempo: la gioia vera e la speranza. Da lì ho intrapreso il mio cammino spirituale ed ho imparato che possiamo essere persone speciali, che vivono vite eccezionali, semplicemente imparando ad amare".

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