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Quel bene comune di cui si parla? «E' possibile». Parola di parroco

Tracce, novembre 2013, Giorgio Vittadini (Presidente Fondazione per la Sussidiarietà)

Borgotrebbia, provincia di Piacenza, il parroco riceve una telefonata da un giudice che vuol sapere se in zona c’è qualcuno in gradi di accogliere una ragazza minorenne incinta che vuole tenere il suo bambino; poco tempo dopo il sacerdote viene interpellato da una ragazza madre di Perugia che vuol essere aiutata a riallacciare i rapporti con la sua famiglia che ha rifiutato la sua gravidanza.

Non serve altro a don Pietro Cesena per capire che, al di là dei buoni consigli, una ragazza sola, in difficoltà economica, senza il supporto familiare deve essere aiutata ad accogliere la vita che porta.
E’ don Pietro a raccontare com’è nata Le Querce di Mamre Onlus: «C’era a Camposanto Vecchio una chiesetta abbandonata con attorno alcuni fabbricati fatiscenti. Si decise di riscattare i fabbricati e realizzare dei piccoli appartamenti da dare a ragazze madri, sostenendole nel difficile periodo del parto e delle svezzamento dei bambini». L’iter per costituire un soggetto con personalità giuridica che permettesse di avere fondi sufficienti a mantenere l’opera viene portato avanti grazie all’aiuto gratuito di professionisti della zona. Superate le tante difficoltà burocratiche, vengono realizzati i lavori (tra cui la riapertura al culto della chiesetta) che terminano nel 2006.
Da allora la Onlus ha accolto 7 mamme e sono nati qui 5 bambini.
Una decina di volontari aiutano le ragazze costruendo una rete di solidarietà che si estende nel quartiere. All’accoglienza e al sostegno economico, sanitario e legale si aggiungono attività educative e di supporto psicologico e un centro di ascolto per donne in difficoltà, anche nel difficile percorso post-aborto».
Don Pietro continua il racconto: «la cosa che sorprende è che l’opera sta in piedi perché arrivano aiuti sostanziosi da persone sconosciute, da istituzioni che sembrano lontanissime dalla gente. I ragazzi di Borgotrebbia si adoperano per le pulizie dei rifiuti, tecnici edili forniscono gratuitamente la loro consulenza, una famiglia decide di donare tutti i serramenti del fabbricato, un’altra dona l’impianto elettrico, un signore si occupa dell’imbiancatura dei locali.
Il Consiglio comunale di Piacenza decide all’unanimità di investire sull’opera acquisendo una parte dei fabbricati (diverranno in seguito una sede del parco fluviale del Trebbia). Viene dato, in questo modo, grande impulso all’opera di riqualificazione dell’intera area, viene creato anche uno spazio di verde pubblico presidiato a disposizione della cittadinanza, che in tutta la zona non c’era. La borgata di Camposanto Vecchio, grazie a questa coraggiosa opera di riqualificazione, è diventata un’area di eccellenza». Don Pietro tira le conclusioni:  «L’intera operazione dimostra come nell’incontro tra cittadini e istituzioni, nel rispetto delle proprie finalità, tutti vincono e si riesce a realizzare, secondo il principio di sussidiarietà, quel bene comune di cui tutti astrattamente parlano».
Giustamente la Provincia di Piacenza ha assegnata a Le Querce di Mamre e a don Pietro Cesena il premio “Sussidiarietà Padre Gherardo”, istituito per “fare luce sul bene, solitamente avvolto dal silenzio e lontano dai riflettori, che viene fatto sul territorio”.

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