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«Mamme sole, eroine sociali»

Libertà Quotidiano di Piacenza, 26 giugno 2011, Patrizia Soffientini

Don Cesena: il mio premio va alle donne che decidono di tenere un figlio, sono penalizzate in modo spaventoso. E arriva un terzo appartamento d'accoglienza

Alle 8.30 del mattino don Pietro Cesena è alle prese con una montagna di rifiuti, sacchi da smaltire dopo la grande festa di fine-grest estivo di venerdì scorso. «Ecco una macchina da prete» scherza, mentre stipa il sedile posteriore fino all'inverosimile di immondizia da conferire all'isola ecologica. E di cascami, in senso sociale, don Pietro ne ha ripuliti tanti in dieci anni di presidio nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi a Borgotrebbia, cominciando con il restituire candore all'idea di maternità, sporcata da convenzioni sociali e ipocrisie.

Il sacerdote oggi stesso riceverà il premio "Solidarietà per la vita Santa Maria del Monte" dalle mani del prefetto Antonino Puglisi al santuario di Santa Maria del Monte in Val Tidone, vicino a Trevozzo, dopo la messa delle 18 presieduta dal vescovo Gianni Ambrosio. «Tutti mi fanno le congratulazioni - si schermisce - ma io ricevo un premio non a titolo personale, dentro ci sono un mare di volti di persone e di generosità, segni molto grandi».
Tuttavia è evidente che questo prete giovane e dinamico, venuto da una esperienza di lavoro all'Astra prima della vocazione e da due anni passati in Camerun, ha dato una sveglia al "satellite" urbano che è Borgotrebbia, ha calamitato decine di giovani e di famiglie restituendo un baricentro sociale, non solo religioso, al quartiere. E ha fatto rinascere, merito ampiamente riconosciuto, la chiesa di Campo Santo Vecchio sull'argine, ieri oscura meta per riti esoterici, oggi curato luogo di culto rurale tenuto da una famiglia bosniaco- musulmana, affiancato da un piccolo ristorante al pian terreno, dal centro di documentazione sul parco del Po e soprattutto - nella canonica - da due bilocali che accolgono le ragazze madri de "Le Querce di Mamre" onlus. La buona notizia, alla vigilia del premio conferito proprio per questo sostegno, è che gli appartamenti per le ragazze madri diventeranno presto tre, con l'aggiunta di una casa acquisita all'interno di un edificio di nuova costruzione.
Come nasce un segno così forte? «Quando sono arrivato - racconta don Pietro - ho incontrato ragazze che aspettavano bambini e non avevano il padre. Non erano mamme disagiate, tossicomani o straniere, ma giovani donne italiane della media borghesia, ostacolate nella gravidanza anche dalle famiglie. Quindi mi sono trovato unico uomo di fianco a queste ragazze. Chiedevano aiuto, mi sono interrogato su cosa potevo offrire loro, a Piacenza non c'era niente». Poi, con una meravigliosa provvidenza, a Campo Santo Vecchio è stato acquistato, raccogliendo fondi, ciò che si doveva comprare per dare un tetto. «Ed è stata tutta una porta aperta - dice don Pietro - Un parroco ha tante chiavi in mano. Arriva gente in difficoltà, la vita ti costringe a prendere posizione. Ma il premio va alle donne, specie sole, che oggi decidono di tenersi un figlio e sono penalizzate in modo spaventoso dalla società».

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