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Anna

Quante sono le parole che si spendono, gli studi, le statistiche che vanno ad argomentare la legittimità o meno dell'aborto, e quanti anche gli slogan, le trattazioni ideologiche, i temi superficiali che da tanti anni ci interrogano, ci fanno discutere, ci costringono a schierarci da una parte o dall'altra o ci lasciano confusi, incapaci di assumere una posizione in merito.
Mi chiedo come tutte queste "argomentazioni" incidano in modo significativo sulla scelta personale di una donna di fronte all'accoglienza o al rifiuto della propria maternità. Credo che ognuna di noi, quando scopre di essere incinta, si trovi più o meno consapevolmente a vivere dentro di sé una lotta terribile, direi cosmica, tra la morte e la vita. Sul miracolo incredibile della scintilla vitale che si accende nel tuo corpo incombe minacciosa la paura della morte: "genero un figlio destinato a soffrire e a morire", "mio figlio sarà normale?", "soffrirà perché malato, senza padre o povero?" o ancora "se nasce lui, io muoio?"; "Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato."
(Ap. 12, 4b). Ogni donna affronta sola questo Drago. La Morte è rumorosa, è nemica dell'umanità, farà di tutto per catturarti, per renderti schiava, ti impedirà di ascoltare e di credere nell'armonia della Vita. Ma quale armonia? Se c'è una musica spesso avvertiamo solo note stonate, impazzite. Ma dentro di noi, come in ogni creatura vivente, brucia il desiderio di ritrovare quel direttore d'orchestra che ti rassicuri: "la tua vita, la tua storia, il tuo dolore, la tua maternità fa parte di una grande sinfonia. Affronta il Drago, la morte è vinta e tu non sei sola". Ogni giorno vediamo incarnarsi in persone concrete questa verità: è possibile ricomporre la propria vita anche se ferita, delusa, tradita.... La vita è un mistero e per questo è meravigliosa. La sinfonia è celestiale perché il direttore d'orchestra non sei tu!
Anna